Editoriale

Meraviglioso! L’Atletico Pan Bacecio detta legge in tutti i campi dove gioca: l’ultima spedizione nella profonda brianza si conclude con gli immancabili 3 punti e con un gioco a tratti spettacolare e comunque sempre efficace. Nulla si può fare contro le furie rosse…l’unica cosa è ammirarli nella loro superba interpretazione del gioco del calcio e dalla tecnica sopraffina di buona parte del team! C’è già chi starà pensando che siamo un pò troppo presuntuosi, che è presto per cantare vittoria…può essere…ma noi siamo carichissimi e ci stiamo divertendo un sacco e di sicuro venderemo cara la pelle! Sempre!

Fuori dall’area

Il momento della “chiama” dell’arbitro è solenne: si cerca di far credere all’arbitro che siamo bravi ragazzi, c’è chi impara il nome e il cognome del compagno di squadra (?!!) e c’è chi non ha ancora capito che cosa sia questo rito.
Beh noi abbiamo capito che il nostro direttore sportivo a tempo pieno causa infortunio Free è uno che la sa lunga su tutto. Sabato l’arbitro sta completando la formalità: dice il cognome del giocatore e l’interessato risponde con nome e numero di maglia, voltandosi per far vedere il numero di maglia. Ebbene, dopo i giocatori ci sono i dirigenti. Ed è qui che il nostro DS da il meglio di sè. Senza paura e senza macchia pronuncia sbadatemente il suo nome e automaticamente si gira per far vedere…per mostrare…che cosa??? La marca del piumino?? La toppa sul culo nei jeans?? Non lo sapremo mai…però potremo dire anche noi “…io ne ho viste cose…”

Gernosport- A.P.B. 0-3

Marcatori A.P.B.: Lele, Lele, Ale

CAMMINO INARRESTABILE!!
Tutto come pronosticato, la macchina A.P.B. continua a funzionare a pieno regime e per il Gernosport non c’è scampo. A Lesmo finisce con un ineccepibile 3-0, frutto di una partita perfetta, giocata a tutto campo. Segnano due volte Lokomotiv Lele ed una Osram Ale; il primo andava in rete dopo una decina di minuti dal via della gara girandosi ed insaccando dopo un’ininfluente deviazione del difensore avversario e successivamente realizzando una rete da cineteca: prendeva palla al limite destro dell’area avversaria e lasciava partire un destro terrificante all’incrocio dei pali alla sinistra del portiere; il biondo Ale triplicava quasi allo scadere del match allorché si avventava furbescamente in area per ricevere ed insaccare di testa una lunga rimessa laterale.
Il team di Cormano si era schierato da subito con Diego tra i pali, coppia difensiva Bocci-Sisa, a centrocampo Osram Ale a presidiare la fascia sinistra, Claudio faro centrale del gioco, Kobrabruno sull’out destro e unica punta Lokomotiv Lele. L’unica vera difficoltà incontrata dai terribili rossi, risiedeva nella difficoltà di stare in piedi: il campo, allentato dalle forti piogge della settimana, rendeva i giocatori maschere più simili a Nureyev che a peones in pantaloncini.
Ma il “Canto del Cigno”, una volta trovate le misure, diventava ben presto per il 7 di casa una dura realtà difficile da arginare: quando il fraseggio tipico della tecnica squadra cormanese diventava la norma, per il Gerno era notte fonda. L’unica possibilità era quella di affidarsi a lunghi lanci nell’area “panbacecina” sperando nella cabala che, ahiloro, è sempre virtù dei forti…risultato qualche punizione e qualche tiraccio casuale sparato qua e là senza mai centrare la porta.
Viceversa, come già documentato l’A.P.B. ad ogni vero affondo andava in porta.
Anche nel secondo tempo la musica non cambiava e la capacità camaleontica della squadra di mister Eros di saper usare la sciabola come il fioretto, consentiva di affrontare l’infame campo senza cadere in pericolosi tranelli.
L’entrata in campo di Andrea, di Briegel Roby e i successivi cambi (da segnalare anche l’esordio assoluto del 3° portiere FABBBIO che prendeva posto tra i pali senza sbavature), portavano nuova linfa permettendo di portare la squadra al termine della gara senza affanni ed anzi creando nuovi grattacapi alla formazione avversaria: come dire, in questo fantastico team tutti sono necessari ma nessuno indispensabile e gira che ti rigira gli avversari continuano ad andare a raccoglier castagne!!
VAMOS A GANAR, ATLETICO!!!

LE PAGELLE:

Diego: MARCUS
Grande paratona sul lato destro, poi, una volta scattata la foto nel riscaldamento per l’imminente calendario, si posiziona tra i pali e non si addormenta solo perchè davanti a lui 13 persone inseguono una cosa che rimbalza facendo una caciara inaudita…
Roby: SKYLIFT
Sulla fascia è tutto suo, sale e scende senza problemi di fiato corto e durante una delle sue ultime discese, adoperandosi per tamponare un’azione in fascia, si dimentica di risalire andandosi a stampare contro il muro, con l’avversario che nel frattempo dopo una birra e un panino crossa facendo registrare l’azione più pericolosa degli avversari.
Bocci: WILD CARD
Ringalluzzito dalla vicinanza del Brianteo, credendo che osservatori del Monza fossero presenti, entra con una foga e una cattiveria esagerata e soprattutto forte dell’ennesima e inspiegabile fiducia datagli dal mister, la concitazione lo porta ad azzardare uno stop ad inseguire che il mister sottolinea con un eloquente “…spazzaaaa!!”
Sisa: FAAC
Apre l’azione dell’Atletico e chiude le insidie avversarie, apre la prestazione da antologia e…purtroppo chiude volendo andare all’attacco senza riuscire a vedere una biglia e rovina una prestazione da 10…
Claudio: SCHEGGE DI PAURA
Piedi buoni, temperamento, buona personalità calcistica…a lui viene assegnato dalla squadra intera il compito gravoso di stendere il numero 5 avversario, di gran lunga il più rompicoglioni!
Lele: MERLINO
La palla c’è…la palla non c’è più. Il numero 3 avversario va in confusione totale per 35 minuti, nei quali due preziose magie gli riescono. Svelato l’arcano il mister lo sostituisce per evitargli l’antidoping…
Ale: FUSARPOLI-MARGAGLIO
Per paura delle multe interne arriva con le scarpe lavate e ingrassate a regola d’arte: peccato per quell’eccesso di grasso sotto la suola che non lo fa stare in piedi. Segna di testa infatti, dopo 30 minuti di pattinate, con degli intermezzi di giocate ad alto livello.
Kobrabruno: GRANDE FRATELLO
Nessuno lo sa ma lui c’è. Ogni tanto azzecca qualche giocata estemporanea come Taricone azzecca i congiuntivi. L’unica palla da evidenziare è quella che palleggia in scioltezza nel prepartita per scaldarsi…
Andrea: LAMBORGHINI
Non veloce come la macchina, ma caldo come le omonime caldaie: il mister lo fa scaldare all’inizio, durante la partita e dopo, anche negli spogliatoi. Nessuna nota da rilevare nei 36 secondi di partita giocati…
Fabbio: GLADIATORE
Il “Massimo” della squadra contesta subito il mister che lo vuole fare entrare a 3 minuti dalla fine: entra comunque e lotta anch’egli nell’arena con tigri sazie e gattini messi dal mister in una difesa un pò campata in aria.

Editoriale

…e tre! Tre vittorie di fila in campionato e punteggio pieno per la squadra che è ormai il terrore del nord di Milano! La Bombonera è inviolata: zero reti subite in casa e due vittorie dilaganti. Nessuno si aspettava un’avvio così fragoroso della compagine di Cormano, che in barba agli scettici e ai detrattori continua a fare terra bruciata intorno a sè. Vedremo se le prossime quattro partite daranno le conferme che servono al gruppo per arrivare a quello che sembra essere lo scontro decisivo per le sorti del girone in quel di Caronno verso la fine di novembre. C’è ancora tempo e molte partite prima..quindi…VAMOS PANBACECIO!

Fuori dall’area

La partita era ormai decisa: 4 a 0 e mancavano poco meno di dieci minuti alla fine, ma i ragazzi non giocavano più come dovevano, un pò mosci, poca grinta e soprattutto pochi tiri in porta nel secondo tempo dopo il tiro a segno nel primo.
E allora il mister “in pectore” per la giornata Fabbbio (visto che il vero mister faceva l’arbitro), sollecitato da alcuni giocatori in panchina, chiedeva il Time Out per strigliare la squadra: trattenere la risata prima che i ragazzi arrivassero verso la panchina era già uno sforzo immenso e quando tutti erano lì a chiedersi che voleva il Fabbione, lui con la sua impareggiabile “erre moscia” attaccava: “AlloVa! Non stiamo più tiVando! SfVuttiamo le fasce!”. Gli sguardi increduli dei primi dieci secondi lasciavano poi spazio alle risate generali, lacrime agli occhi e ai vari vaffa…Certo il vero mister non era molto contento della cosa, ma ormai la partita era decisa, un pò di movimento ci voleva! Grande Fabbbio!